IPOSPADIA

Cosa è l'ipospadia

È una malformazione dei genitali esterni maschili, è caratterizzata dall’anomalo sbocco del meato uretrale che può essere presente lungo la faccia ventrale dell’asta a diversi livelli: dal solco balano-prepuziale (la forma meno severa e la più frequente) fino al piano perineale scrotale (forme più rare ma severe). Viene classificata in base alla localizzazione del meato in ipospadia anteriore, media e posteriore.

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Quando si può fare diagnosi di ipospadia

È possibile, alcune volte, identificare la malformazione anche in epoca prenatale, ma nella maggior parte dei casi la diagnosi viene posta alla nascita. È necessaria un’accurata valutazione clinica e in caso di malformazione severa anche un’ecografia dell’apparato urinario per escludere eventuali malformazioni associate.

Quando è necessario un intervento chirurgico?

L’intervento chirurgico è generalmente eseguito prima dell’età scolare, già dal 12 mese di vita è possibile iniziare la correzione chirurgica. I casi meno severi, vengono corretti in un unico tempo. L’intervento consiste nell’uretroplastica, ossia nella ricostruzione dell’uretra fino al glande per riportare il meato nella posizione anatomica e, quando possibile, nella prepuzioplastica, cioè la ricostruzione della parte ventrale del prepuzio. Le ipospadie posteriori spesso sono associate ad una “recurvatio ventrale” dell’asta, ossia ad una curvatura eccessiva del pene verso l’interno. Questa malformazione può richiedere più tempi chirurgici per la correzione: il primo per la risoluzione della curvatura e per la preparazione della placca uretrale ed il secondo, generalmente eseguito dopo 6 -8 mesi per la ricostruzione dell’uretra.

Quali tecniche esistono?

Le tecniche operatorie sono molteplici, ad oggi non è stata provata la superiorità di una in particolare, tutte sono gravate da complicanze.

Le tecniche più frequenti sono: MAGPI, Duplay e Mathieu per le forme anteriori e mediopeniene. Per le forme posteriori: Onlay, Inlay, tecniche che prevedono l’uso di lembi peduncolizzati o innesti di cute prepuziali o di mucosa buccale per la ricostruzione dell’uretra.

Quanto tempo deve rimanere il bambino in ospedale?

L’intervento di correzione dell’ipospadia necessita nel periodo postoperatorio del mantenimento di un catetere vescicale a caduta nel pannolino e di una medicazione compressiva delle ferite chirurgiche. I pazienti con ipospadie anteriori vengono generalmente dimessi la stessa sera dell’intervento o il giorno dopo, ma mantengono il catetere vescicale fino al controllo, in genere fra la V o la VII giornata postoperatoria. I casi più severi rimangono in ospedale qualche giorno in più ma la dimissione protetta avviene con le stesse modalità delle ipospadie anteriori.

Quali sono le complicanze e i rischi?

L’intervento di correzione dell’ipospadia può essere seguito da complicanze più o meno severe. È un intervento ricostruttivo in una zona delicata come i genitali esterni, si ricostruisce un canale ove avviene il passaggio di urina ad alta pressione. La complicanza più frequente è la fistola uretrocutanea, ossia un forellino nella parete dell’uretra e della cute dell’asta, la risoluzione in base alla localizzazione e all’estensione può avvenire anche in maniere spontanea, altrimenti si rende necessario un intervento in day service di chiusura della fistola (che , tranne qualche eccezione non prevede il mantenimento del catetere vescicale). Complicanza opposta alla fistola, è la stenosi uretrale, ovvero il restringimento di parte, o di tutto il canale ricostruito. Il trattamento in questo caso sono delle dilatazioni uretrali più o meno frequenti in relazione alla gravità della stenosi. Seppur più rare, le complicanze legate ai difetti di cicatrizzazione come la fibrosi cicatriziale o la dilatazione di parte dell’uretra a monte (uretrocele) o la deiscenza dei punti di sutura sono possibili dopo un intervento di correzione dell’ipospadia. Nessuna tecnica chirurgica è scevra da complicanze.

Quale sarà  la qualità  di vita di mio figlio?

Le forme anteriori e medio-peniene una volte corrette permettono al paziente una vita di relazione normale in termini di risultato estetico e funzionale. Da grandi questi bambini potranno avere una funzione sessuale considerata nella norma. Più complessi sono gli aspetti per le forme posteriori, spesso l’intervento chirurgico permette il raggiungimento di un buon risultato estetico (aspetto del pene circonciso) ed anche funzionale, a volte possono manifestarsi dei problemi di eiaculazione ma la fertilità è comunque conservata.


Vincenzo Di Benedetto

Chirurgo Pediatra

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